Monastero di San Francesco e Santa Chiara

 

Il Monastero di San Francesco fu fondato nel 1235 da Altrude e Margherita Rebursa, madre e moglie del nobile feudatario Riccardo Rebursa. Del grande convento, di cui faceva parte anche l'odierna Piazza Municipio, gli elementi romanici sopravvivono ancora in parte del primitivo chiostro e nel campanile addossato alla cupola maiolicata. La chiesa, tra le più belle della città, ristrutturata a metà del '600 in fastoso stile barocco, presenta una ricca e multiforme decorazione interna, una pianta a croce latina ed un unica navata sulla quale si aprono tre cappelle per lato decorate in marmi policromi di rara bellezza. Di notevole interesse artistico è anche il patrimonio pittorico della chiesa con opere dalla firma prestigiosa: nell'abside, San Francesco in Gloria (1642), di Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto; nel transetto, Santa Chiara mette in fuga i Saraceni e La Pentecoste di Francesco de Mura; nella seconda cappella a sinistra, L'Adorazione dei pastori (1650 ca) di Pietro da Cortona e nella prima cappella a sinistra un Cristo deposto di Paolo De Majo. Per quanto riguarda il convento sono da segnalare gli affreschi medievali che decorano l'ala romanica del chiostro ed il pregevole dipinto della "Madonna Lactans", per la quale si è ipotizzata una possibile attribuzione al grande pittore duecentesco Guido da Siena. Dall'ala romanica del chiostro si accede al cimitero sotterraneo dove sono ancora visibili gli "scolatoi" su cui venivano deposte le salme delle monache per poi prelevarne le ossa e deporle nell'ossario. Da segnalare infine gli affreschi posti nel ballatoio del primo piano tra i quali spiccano la Madonna col Bambino e Santi e il San Sebastiano.

 

 

 

 

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